Curioso, non so se si tratti di una coincidenza, ma quest’anno più di una banca ha fatto l’agenda ..rossa!
Mi piace pensare che chi le ha predisposte abbia avuto un pensiero a Paolo Borsellino..

Curioso, non so se si tratti di una coincidenza, ma quest’anno più di una banca ha fatto l’agenda ..rossa!
Mi piace pensare che chi le ha predisposte abbia avuto un pensiero a Paolo Borsellino..

ANSA 05 gennaio, 15:06 - PALERMO - Ha iniziato a trasmettere stamani, dalla Casa memoria Peppino Impastato a Cinisi, Radio 100 Passi. E’ una webradio che nasce nel solco di Radio Aut, fondata nel 1976 da Peppino Impastato, il militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia per ordine del boss Tano Badalamenti. Radio 100 passi, nata dal gruppo che diede vita a Radio Sud, inizia a trasmettere oggi perche’ e’ il giorno in cui Peppino Impastato avrebbe compiuto 62 anni.
La data scelta per l’inizio delle trasmissioni NON è casuale, è infatti il giorno di nascita di PEPPINO Impastato. Loro hanno scelto di ricordarlo come fosse vivo, quindi nel giorno del compleanno e non della morte.
“Basta con le lacrime!!! Basta con le commemorazioni dei caduti della mafia nel giorno del loro assassinio, prassi storicamente usata per commemorare i santi nel giorno del loro martirio. I nostri martiri vogliamo ricordarli CON GIOIA perché siamo contenti che siano ESISTITI. Per questo RADIO 100 PASSI dedicherà volta per volta la giornata di trasmissione alle vittime della mafia il giorno del loro compleanno. Il 5 gennaio 2010 Peppino compie (non: avrebbe compiuto) 62 anni.”
La nuova emittente, che inizialmente parte come web-radio (www.radio100passi.net), intende avvicinare le persone e particolarmente i giovani all’impegno sociale, rendendoli protagonisti. In ciò, continuando il lavoro di Felicia e Giovanni Impastato, quello dei compagni di Peppino, e delle tante associazioni ed iniziative nate in questi anni in tutta Italia ed all’estero su ispirazione di Peppino Impastato per diffondere la cultura della legalità.
Info e frequenze: radio100passi.net

A fine novembre su giornali e BLOG è stata pubblicata la lettera (aperta) di un padre a suo figlio, lettera con la quale il direttore generale dell’Università Luiss Pier Luigi Celli invita il figlio Mattia - prossimo alla laurea - a lasciare l’Italia, a cercare fortuna all’estero.
Subito migliaia di risposte: chi condivide l’invito, e chi invece non è d’accordo e dice di rimanere per migliorare il proprio Paese. Scrivono molti giovani dall’estero, che raccontano la loro “fuga” felice ed anche la loro nostalgia, scrive qualcuno che attacca Celli chiedendogli conto del suo operato in questi anni nelle “stanze dei bottoni”…
Poi finalmente leggo quello che desideravo accadesse: la lettera di un altro padre che scrive a suo figlio di non andarsene, di rimanere nel nostro Paese anche per cambiarlo nei suoi difetti. La lettera è dell’amministratore delegato di 3 Italia Vincenzo Novari al figlio diciottenne Giulio.
Mi sembra un bellissimo modo di cominciare l’anno.
“Figlio mio, lascia questo Paese” di Pier Luigi Celli
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre

Lettera d’amore di un papà al proprio figlio, di Vincenzo Novari
Giulio, figlio mio, l’altro giorno mi hai telefonato alle 8 di sera per dirmi quanto ti angosciasse la verifica di greco della mattina dopo. Venivi da una settimana nera per te, in cerca come sei di un difficile equilibrio tra i genitori separati, gli amici e l’amore in conflitto, lo studio e lo sport ormai inconciliabili.
Forse per la prima volta, a diciott’anni, tutto ti è sembrato troppo pesante per le tue spalle. Mi hai detto che non stavi bene, che avevi provato a studiare tutto il pomeriggio, ma senza riuscirci. Avevi il mal di testa e il cuore nero.
“Papà, domani non vado - hai concluso – non voglio giocarmi mesi di studio solo perche’ la verifica arriva in un momento no. La recuperero’ la settimana prossima quando il momento buio sara’ passato e finalmente mi potrò concentrare sullo studio”.
Ti ho risposto di no. Ti ho detto che quando scappi la prima volta, nella vita, prima o poi ce ne sara’ sicuramente una seconda. E poi una terza. Dopo un po’, diventa il tuo modo di vivere. Dopo, non è mai colpa tua. Dopo, c’è sempre un buon motivo per scappare, una persona con cui e’ meglio non confrontarsi, un appuntamento importante al quale non presentarsi. Ti ho detto che mancavano ancora quattro ore alla mezzanotte. Quattro ore per provare a fare del tuo meglio. Anche se non avevi fame, ti ho suggerito di prendere un pezzo di cioccolato, un po’ di pane e di metterli vicino a Senofonte. E di stringere i denti.
“Fa’ quello che puoi - ho insistito – e domattina vai alla tua verifica a testa alta. Non importera’ il voto. Se sara’ un 5, lo festeggeremo perche’ sara’ un 5 che avrai preso senza darti per vinto. Ti sara’ costato fatica e dolore, ma sara’ il piu’ bel 5 della tua vita, molto meglio di un qualsiasi 8 preso la settimana successiva. Ma se prenderai un 6 o un 7, quello sara’ il piu’ bel voto della tua vita. Te lo sarai guadagnato contro ogni pronostico e te ne ricorderai per sempre”. Questa volta mi hai ascoltato.
La mattina ero in riunione quando e’ arrivato il tuo messaggio. La stanza era piena di colleghi alle prese, insieme a me, con l’ennesima emergenza aziendale di quella che sembra una storia infinita. Non ce l’ho fatta ad aspettare. L’ho aperto e l’ho letto.
C’era scritto: “Ho preso 7 e mezzo. Incredibile. Grazie. Senza di te non ce l’avrei mai fatta”. Mi sono emozionato.
La mattina dopo ho letto su un giornale la lettera che un’ex collega (ci eravamo incrociati per poche settimane in Omnitel, io Direttore Marketing, lui Direttore del Personale) aveva scritto a suo figlio. Adesso questo ex-collega, dopo una carriera importante, guida un’Universita’ (finanziata coi soldi degli imprenditori italiani e quindi anche con i miei) che dovrebbe formare i giovani dirigenti dell’Italia di domani. Giulio, in questa lettera c’era scritto esattamente l’opposto di quello che ti avevo detto poche ore prima.
Diceva a suo figlio di andarsene dall’Italia. Diceva che per un giovane di talento non vale piu’ la pena di lavorare nel nostro paese. Che la mediocrita’, il clientelismo, la rissa istituzionalizzata come unico strumento di confronto, l’impunita’ sono ormai l’unica legge e che le regole del gioco sono ormai talmente alterate che non vale nemmeno piu’ la pena di provarci.
Tu sai quanto io ami il nostro Paese. Continuo ad emozionarmi ogni volta che per lavoro o per piacere lo attraverso da nord a sud. Però continuo ad incazzarmi ogni volta che vedo il suo potenziale sprecato. Continuo a discutere, spesso ad accapigliarmi con Ministri, burocrati e Presidenti vari (quasi tutti a Roma si fanno chiamare cosi…).
Continuo a non capire perche’ la nostra struttura pubblica sia al tempo stesso così ipertrofica e così assente, perchè i meccanismi legislativi siano così ridondanti e perche’ ogni volta che si parla con i sindacati italiani sembra che l’istinto di autoconservazione dell’apparato prevalga sempre sull’interesse dei lavoratori. Continuo a non capire perche’ le nostre televisioni siano invase da pessimi esempi per voi giovani e nascondano in maniera quasi scientifica quanto di piu’ bello produce il nostro paese…
Sono tante le cose che mi mandano in bestia, almeno tante quante quelle che fanno arrabbiare il mio ex-collega, ma nonostante tutto continuo a lottare ogni giorno, proprio perche’ del mio Paese vedo i difetti, che non sono pochi e non sono piccoli.
Fra non molto toccherà a te, ai tuoi amici, a raccogliere il testimone. Le sfide che vi attendono sono enormi, ma forse non più grandi di quelle che hanno affrontato i vostri nonni, che ereditarono un Paese distrutto dalla guerra, diviso, penalizzato da un’alfabetizzazione incompiuta e ancora alle prese con un’identità nazionale incerta.
Certo, le esperienze all’estero sono importanti nel mondo globalizzato e integrato di oggi: come fai a competere con inglesi, francesi, tedeschi, ma anche cinesi, indiani e arabi, se non sai come ragionano? Loro vengono da decenni a casa nostra per carpire i segreti di un modello che ha punte di eccellenza riconosciute ovunque, meno che da noi.
A te, Giulio, ai tuoi compagni della generazione del ‘90, dico che il vostro futuro è qui, nel vostro Paese. A te, Giulio, dico che se non siete orgogliosi del vostro Paese, anche quando avete legittimi motivi per criticarlo, è difficile essere orgogliosi di voi stessi. La sfida è rimanere per cambiarlo, questo Paese, dove serve, col tempo che ci vuole fosse anche un sempre. Ci sara’ tanto da fare, figlio mio, e tocca a voi.
Noi, in effetti, ci meritiamo un bel 5.
Ti abbraccio,
papà
Capita che un BLOG offra post quasi ogni giorno, poi che lo troviamo inattivo per settimane, mesi.
A volte è una decisione precisa del blogger, come l’amico Roy che ha deciso di chiudere il suo blog “pallottole per roy” dopo meno di un anno di attività, a volte invece non leggiamo spiegazioni e ci immaginiamo incidenti fatali, trasferimenti lavorativi, malattie degenerative, nascite plurigemellari..
Nel mio caso, un po’ di tutto questo: è la vita che cambia le situazioni, e sconvolge i progetti e finanche la quotidianeità, costringendomi d’ora in poi a scrivere molto poco, a tratti alterni, quando riesco..
La settimana scorsa dalla mia camera d’ospedale ho parlato con tanti amici e ricevuto tanti sms che mi sono stati d’aiuto, ma uno in particolare mi ha fatto proprio ridere..
E’ quello di Lucia, che ringrazio:
Caro Bambino Gesù, quest’anno ti sei portato via il mio cantante preferito: Michael Jackson, il mio attore preferito: Patrick Swayze, la mia attrice preferita: Farrah Fawcett, il mio presentatore preferito: Mike Bongiorno, la mia poetessa preferita: Alda Merini… volevo dirti che il mio politico preferito è Silvio Berlusconi e che l’anno non è ancora finito.
BUON ANNO 2010 !

Anche quest’anno, come faccio ormai da svariati anni, il giorno di Natale ho rivisto LA VITA E’ MERAVIGLIOSA di Frank Capra.
Come ogni anno, guardando il film ho pianto…

“Che cosa vuoi Mary, vuoi la luna? Io la prenderò al laccio, per te”
“Caro George, ricorda che nessun uomo è un fallito se ha degli amici. tuo Clarence”
http://www.youtube.com/watch?v=vk09cb2uwUs
Il 13 ottobre 2006 un equipaggio di scorta dei Carabinieri preleva Roberto Saviano da casa sua a Casal di Principe.
Da allora, 3 anni e 29 giorni fa, niente più è stato lo stesso.
Stasera su Rai3 , così come era già accaduto il 29 marzo scorso, Fabio Fazio dedica uno speciale del suo Che tempo che fa a Roberto Saviano.
Oggi si celebrano 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino.
Il Muro (il cui nome ufficiale era Barriera di protezione antifascista, antifaschistischer Schutzwall) separava Berlino Est e la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est) da Berlino Ovest e la Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest). Era considerato il simbolo della Cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.

Ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989.
Dalla caduta del muro di Berlino si aprì la strada per la riunificazione tedesca, che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.
Qualche giorno fa al Pronto Soccorso di una città emiliana è arrivato il signor Daniele, dipendente di una ditta locale, mandato dal datore di lavoro in quanto aveva i sintomi dell’influenza e quindi c’era paura per il contagio dall’ influenza A (la cosiddetta “suina”).
Fatti gli esami di rito, è stato mandato a casa perchè risultato negativo all’ influenza A ma positivo all’ influenza stagionale.
Dopo poco più di un’ora sono arrivate decine di persone, dipendenti della stessa ditta di Daniele, e chiedevano di effettuare la vaccinazione (gratuitamente) come da comunicazione di quella Direzione Sanitaria.
I medici non ne sapevano niente, ed hanno letto con stupore la comunicazione dalle mani dei dipendenti: su carta intestata dell’Ospedale , la Direzione Sanitaria sollecitava tutti i dipendenti che fossero entrati in contatto con Daniele a recarsi in Ospedale per il vaccino contro l’ influenza A, in quanto il paziente era risultato infetto dal virus A/H1N1 .
Si cerca l’autore della comunicazione, si stabilisce che è un falso, quindi si chiama la Polizia e immediatamente tutti i dipendenti si dileguano, forse un po’ troppo in fretta per non essere quantomeno al corrente dello “scherzo“.
Sì, perchè in barba all’allarmismo dilagante e pure alle battaglie contrarie alle vaccinazioni, a qualcuno viene in mente di organizzare uno SCHERZO sull’ influenza A, forse innocuo dal punto di vista sanitario ma capace di mandare in tilt un Pronto Soccorso per quasi un’ora.
Ragazzacci.


In questa trasmissione che io adoro, Tv Talk (Rai Educational), la settimana scorsa si era analizzato il fatto che il TgCom di Paolo Liguori ha prodotto un calendario, e poi lo pubblicizza come fosse una notizia.
Stamattina, Liguori è fra gli ospiti perchè vuol replicare.
Uno degli analisti (giovani laureati, che sviscerano ogni aspetto del programma di volta in volta analizzato) ha portato avanti questa tesi, che appunto il calendario è un prodotto e non una notizia, allora Liguori, che fino a quel momento ha già interrotto, anticipato, sovra-parlato su tutti gli altri, sbotta: ”manco posso sentì un ragazzino che mi dice cos’è una notizia e cosa non è una notizia .. io faccio questo mestiere da 35 anni!”
Il conduttore Massimo Bernardini ha sottolineato l’atteggiamento inqualificabile (”guardi, i ragazzini qui non ci sono, ci sono dei laureati analisti..e allora poteva anche non venire“), poi lui, gli analisti e i giornalisti tutti del programma son stati così signori da continuare il dibattito per poi passare pacatamente ad altri ospiti.
Io da casa avevo una gran voglia di sbatterlo fuori..
Lo ribadisco, l’unico Liguori che mi piace rimane quello di Corrado Guzzanti..
Stamattina ho partecipato a Forlì alla Festa dell’Esercito, oggi chiamata Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.
Stasera leggendo qua e là su internet invece, ho appreso come il ministro della difesa on. Ignazio La Russa ha celebrato la ricorrenza: sproloquiando in diretta alla corte di Lamberto Sposini.

Intervenendo durante La Vita In Diretta , invece di parlare della Festa del giorno ha detto la sua sulla recente Sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha stabilito che “la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce .. una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni .. e una violazione alla .. libertà di religione degli alunni“. Dopo una difesa appassionata del Crocefisso e dei valori che rappresenta, dopo aver offeso gli altri ospiti e pure minacciato il conduttore che il sacerdote presente in trasmissione non lo avrebbe assolto (?!), chiude il proprio intervento dicendo: “..e comunque non lo leveremo il crocefisso, possono morire! Il crocefisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche, possono morire! Possono morire! Loro, e quei finti organismi internazionali, che non contano nulla!”.
Solo oggi ho visto una puntata di Geo&Geo (programma RAI) andata in onda lo scorso 10 ottobre, registrata al volo mentre facevo altro ma sono stato attirato dall’avventura: 4 amici su una Fiat 500 da Perugia a Marrakech!
E’ stata una bella emozione, sia per via della 500 blu parcheggiata qui sotto con la quale amo scorazzare in città (e che mi sono portato attraversando mezza Italia alla guida di questo gioiellino)

sia per il ricordo dei tempi in cui guardando Marrakech express di Gabriele Salvatores sognavo “zingarate” in giro per il mondo ed amicizie più forti della morte..
Marco (Fabrizio Bentivoglio), Ponchia (Diego Abatantuono), Paolino (Giuseppe Cederna) e Cedro (Gigio Alberti), i 4 vecchi amici di Marrakech express, si riunivano e compivano un viaggio mitico per salvare il quinto del gruppo, Rudy (Massimo Venturiello), condannato a 20 anni di galera per detenzione di hashish in Marocco.
Un road movie esilarante, avventuroso, sentimentale.

Il film fa parte della cosiddetta “trilogia della fuga” di Salvatores, insieme a Mediterraneo e Turnè, trilogia cui io aggiungo idealmente I cammelli (di Giuseppe Bertolucci, con Paolo Rossi e Diego Abatantuono), surreale e bellissimo.
Altro ricordo ed altra forte emozione in Marrakech express è la canzone La leva calcistica della classe ‘68 di Francesco De Gregori, presente in uno dei momenti clou che segna il rafforzarsi del legame fra gli amici (la partita a pallone nel deserto) e nell’attesa vincitrice col coronamento delle speranze di Rudy e del gruppo intero (la trivella che trova l’acqua).
Il SILP c’aveva visto giusto.
La settimana scorsa, nella trasmissione LE IENE del 6 ottobre un inviato (che adoro, come del resto la trasmissione) ha confezionato un servizio dove mostrava pattuglie della polizia municipale, polizia di stato e carabinieri, di vigilanza notturna a Roma davanti a tribunali, residenze dei politici, luoghi di culto, ministeri, insomma “obiettivi sensibili” che necessitano di vigilanza giorno e notte. Il servizio mostrava alcuni di questi agenti mentre dormivano nell’auto di servizio.
Non ho voluto scrivere niente sul blog, perchè avrei preso le difese degli agenti stigmatizzando le condizioni di lavoro in cui oggi un agente è costretto a lavorare (con l’aumento dei tagli, e con un cambio pensionatixassunti fissato dal governo a 10x1), per ben 1.300 euro al mese; me la sarei anche presa con le Iene, pensando alle conseguenze disciplinari a cui sarebbero andati ora incontro gli agenti mostrati nel servizio.
Posizione simile a quella di uno dei sindacati della Polizia di Stato, che l’8 ottobre ha emesso questo comunicato stampa:
“IN DATA 6 OTTOBRE 2009, UN GRANDE GRUPPO TELEVISIVO HA MOSTRATO ALL’INTERO PAESE CHE I POLIZIOTTI NON SONO COME QUELLI DELLE FICTION. SONO UMANI, CEDONO ALLA STANCHEZZA, ALCUNI DI LORO – BANALMENTE – DI GUARDIA SI ADDORMENTANO. NESSUN AUTORE HA PENSATO DI INTERROGARSI SUL PERCHÉ L’AGENTE TIZIO HA MESSO IN QUEL MODO IN PERICOLO LA SUA STESSA VITA. L’UNICA COSA IMPORTANTE ERA LO SPETTACOLO; MOSTRARE DEGLI UOMINI IN DIVISA SBRAGATI, RIDICOLI, INDIFENDIBILI. DEI NUOVI FANNULLONI DA ADDITARE. NON SAPPIAMO QUANTO GUADAGNI IL SOLERTE INVIATO CHE HA SERVITO IL CAFFÈ AI COLLEGHI COLTI IN FALLO, NÉ QUALE SIA LO STILE DI VITA DELLO SPIRITOSO AUTORE DEL PROGRAMMA. DI SICURO CONOSCIAMO L’ESISTENZA DI QUEL POLIZIOTTO STANCO. UN ORARIO ESTRANIANTE, UN LAVORO ESEGUITO CON MODALITÀ DISCUTIBILI E CHE ALIENANO; IL TUTTO PER 1400 € AL MESE. ABBIAMO ANCHE ASCOLTATO LE PROMESSE ECONOMICHE DECLAMATE PRIMA DELLE ELEZIONI E STRILLATE DA QUELLA STESSA EMITTENTE TELEVISIVA. COSA RIMANE DI TUTTO QUESTO? SOLO TAGLI ALLE NOSTRE RISORSE, IL DILEGGIO DI UOMINI IN UNIFORME ED UN SICURO PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PER I POLIZIOTTI CHE SI SONO ADDORMENTATI. E’ SATIRA METTERE IN RIDICOLO UN UOMO IN DIVISA CHE GUADAGNA TANTO POCO E CHE NON HA COSTOSI AVVOCATI PER DIFENDERSI?
NO, LA SATIRA È DA SEMPRE COSA PER UOMINI CORAGGIOSI. PER GENTE CHE SE LA PRENDE, SENZA PASTETTE, CON I POTENTI. ANCHE, SE OCCORRE, CON QUELLI CHE LI PAGANO.”
Bè, ieri sera la conferma che il SILP (questo il nome del sindacato) c’ha proprio visto giusto: nella puntata de LE IENE del 13 ottobre il previsto servizio sulla condanna dell’onorevole Gabriella CARLUCCI a pagare la sua ex portaborse ..NON E’ ANDATO IN ONDA.
E’ SATIRA METTERE IN RIDICOLO UN UOMO IN DIVISA CHE GUADAGNA TANTO POCO E CHE NON HA COSTOSI AVVOCATI PER DIFENDERSI? NO, LA SATIRA È DA SEMPRE COSA PER UOMINI CORAGGIOSI. PER GENTE CHE SE LA PRENDE, SENZA PASTETTE, CON I POTENTI. ANCHE, SE OCCORRE, CON QUELLI CHE LI PAGANO.

E’ questo il nome della pagina web che si visualizza digitando www.poste.it , da qualche minuto.
Ci si trova di fronte alla schermata:

C’è il logo PosteItaliane e la scritta HACKED , ed in fondo in piccolo Niente in tasca - Tutto in testa .
Se col mouse si va sulle scritte, appare un popup :

Le Poste italiane sono state oscurate ?!
Perchè questo atto di forza?
Per dimostrare a milioni di Italiani
che i loro dati sensibili non sono al sicuro!
Sembra pazzesco eppure tutta la sicurezza garantita
nei servizi on-line di e-commerce è solamente apparente.
Per vostra fortuna noi siamo persone non malintenzionate,
perciò i vostri dati ed i vostri accounts non sono stati toccati;
Ma cosa succederebbe se un giorno arrivasse qualcuno
con intenzioni ben peggiori delle nostre?
Con questo gesto quindi, invitiamo i responsabili ad occuparsi
della grave mancanza di sicurezza nei servizi on-line delle Poste s.p.a .
Mr.Hipo and StutM
Che colpo, ragazzi!
E’ vero che sostituire una home page non è come rubare dati sensibili da un sito, però..
Chi saranno mai questi Mr.Hipo and StutM ?
E’ uscita una notizia interessante sul settimanale satirico francese Canard Enchaine:
Sarkozy, acerrimo nemico della pirateria digitale, lui che prima dell’estate ha promosso l’istituzione dell’ente Hadopi preposto a tagliare la connessione a chi scarica da Internet contenuti protetti da copyright, e dopo l’estate l’Hadopi2 (visto che la Corte Costituzionale francese aveva bocciato la prima), beh proprio lui ha piratato!
L’Eliseo infatti ha distribuito ai giornalisti in una conferenza stampa 500 copie di un cd con una trasmissione di France5 che ospitava Sarkozy, all’insaputa di France5, che non ne sapeva niente.
Di più: sulla custodia del cd c’era scritto “Servizio audiovisivo della presidenza della Repubblica – Tutti i diritti riservati”.
Spudorati!
Oltre alla semplice figuraccia, l’accaduto prova che tutto sommato la condivisione di contenuti grazie alla tecnologia è prassi utile a tutti, e che “piratare” non è azione esclusiva dei criminali..

Questa è la mia preferita.
Bella, proprio bella la campagna pubblicitaria Autunno-Inverno 2009 di Original Marines.
Chi ha detto che farsi una famiglia comporti solo impegni e responsabilità? C’è soprattutto tanta GIOIA.
Invece di usare divi del cinema, il regista Federico Brugia ha scelto un taglio ironico sì ma molto reale: in una famiglia numerosa ogni giorno si affrontano problemi e difficoltà, ma coi bambini di sicuro ci si diverte!
Colonna sonora infatti molto appropriata è una cover di “Happy Days”, canzone che esprime l’invito al divertimento e alla gioia di stare insieme. Slogan finale: “Divertiti! Fatti una famiglia“.
L’immagine finale mi è familiare … c’è il letto matrimoniale su cui sono sdraiati babbo e mamma ..ed anche tutti i figli…

PS: tutti gli spot sono presenti su YouTube
Il nuovo spot di Calzedonia declina al femminile l’inno nazionale italiano.
L’ho trovato addirittura “patriottico”!
Lo spot è dedicato ad “Italia, Vittoria, Laura e tutte le altre”, ovvero le ragazze protagoniste del video; infatti si è giocato molto sui nomi delle protagoniste che danno un’altra lettura alla canzone: sorelle d’Italia non sono le donne italiane bensì le sorelle della prima ragazza che compare nel video, che si chiama Italia, ed infatti si desta. Laura invece è la ragazza che indossa il casco da moto (l’elmo di Scipio), Vittoria è la bimba che porge la chioma a sua madre, infine la donna che tiene in braccio una bimba su un colle di Roma si chiama Schiava (di Roma, appunto).
Mi sembra un bell’omaggio alle donne d’Italia ed alla femminilità.
Ah, dimenticavo: sono arrivate delle ridicole critiche da parte di due virili maschioni del PdL (Vaccarezza e La Russa) che hanno trovato lo spot vergognoso e volgare, ma che mai hanno detto nulla sulle decine di spot e immagini televisive che strumentalizzano gratuitamente il corpo della donne..

Da qualche giorno si vede in tv lo spot di SKY HD (l’alta definizione dei programmi satellitari del pacchetto SKY), slogan: In HD le emozioni sono più forti.
Si vede una grande città con abitanti ed attività varie, che procedono nonostante sia tutto allagato per quasi un metro d’acqua: passa il tram, uno telefona dalla cabina, alcuni pescatori su splendidi balconi liberty, un automobilista multato in piazza, cinque uomini che fanno rafting nella scalinata di Palazzo Madama. La città è la splendida e reale TORINO, prima capitale d’Italia.
Dopo le attività varie, scopriamo l’origine dell’allagamento: alcune donne stanno vedendo il film TITANIC in HD (alta definizione), e le lacrime generate da questa “emozione più forte” allagano tutto. In effetti già dalle prime immagini si sente in sottofondo il dialogo dei due protagonisti sul finale del film, con la musica inconfondibile di My Heart Will Go On.
C’è un dettaglio che ad una visione veloce può sfuggire: nella prima metà dello spot ci sono solo uomini che fanno una serie di attività lavorative e non, nella seconda invece solo donne che piangono davanti al film.
Forse dipende da analisi di mercato o da strategie aziendali, da pronostici di marketig o da studi sociologici, magari da radicato maschilismo o da bieco sentimentalismo, comunque per SKY il pianto delle donne davanti al grande cinema in HD è vincente.


Ancora un altro tributo di sangue dai nostri connazionali in divisa.
GRAZIE ragazzi, non vi dimentichiamo.
L’altro giorno sono andato a Bologna in bici.
Cioè: ho preso il treno portando con me la bici, così ho potuto scorazzare per Bologna..
Appena salito sulla carrozza con stampato fuori il simbolo, non trovavo il posto per la bici.
Ma dove devo metterla, visto che NON c’è il suo posto?
Stava giusto arrivando il controllore, che appena mi ha visto ha fatto una smorfia..
Il fatto è che l’alloggiamento per le bici nel nuovo treno TRENITALIA per i pendolari è situato sotto poltroncine per 6 posti a sedere.
Il controllore ha fatto alzare 6 ragazzi, ha piegato le poltroncine e mi ha fatto parcheggiare lì la bici.
Oltretutto gli alloggiamenti sono solo 2, quindi quando per coincidenza salgono 3 bici nascono ulteriori problemi.

Ieri Cristiano Aldegani, Sindaco leghista di Ponteranica (BG) ha fatto togliere la targa di dedicazione a Peppino Impastato dalla biblioteca comunale. Voluta dal precedente Sindaco (centrosinistra), ricorda il valore di un giovane siciliano che ha lottato contro la mafia ed infine è stato ucciso dalla mafia nel 1978.

Il Sindaco ha motivato l’azione con il desiderio di onorare “personalità locali” come il sacerdote Giancarlo Baggi, al quale sarà presto ridedicata la biblioteca.
Personalmente lo ritengo un gesto INCIVILE, e (come ha detto il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi) “uno schiaffo alla memoria di chi ha combattuto contro la mafia a costo della propria vita. Una decisione che offende la coscienza collettiva di tutta l’Italia.”